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Storia del convento di Ascoli Piceno

ASCOLI PICENO:

San Francesco

Accolto da popolo e clero, S. Francesco toccò Ascoli nel 1215, facendovi 30 discepoli. A tale data risale l'eremo di S. Lorenzo alle piagge, sul colle S. Marco, dipendenza del monastero di S. Angelo, le cui monache accette­ranno nel 1239 la regola damianita, passando poi nel 1246 sotto la piena cu­ra dei frati minori.

Un lascito del 1237 ai FF.MM «de Esculo» lascia supporre avvenuto il trasloco a S. Antonio in campo parignano, un tempo (1206) sede di mona­che cistercensi. Dichiarato conventuale nel 1250 come gli altri Luoghi mag­giori ‑ con privilegio di cimitero, campane ecc. ‑ fu sede di Studio anche prima del 1255.

Saccheggiata la città da Federico II nel 1240, si pensò sempre più a trovar posto entro le mura, dove già una comunità staccata serviva il «monaste­rium pauperum inclusarum» di S. Maria e S. Giorgio (poi S. Maria nova), tra Ponte Maggiore e Porta Romana. Ottenuta licenza papale e del mini­stro generale S. Bonaventura nel 1257, con procura a Tommaso Saraceno ‑e tra le firme v'è frater Conradus lector, che è il b. Corrado Miliani ‑ fu tutto venduto per lire 1000 volterrane e comprato il sito «in vico Scayde» in par­rocchia S. Maria inter vineas. Esistono ancora nell'archivio di stato di Roma queste pergamene olim dell'abbazia di Fiastra.

Ne nacquero difficoltà col clero e con la città, mentre persino il vescovo nega la posa della prima pietra. Rimedia Alessandro IV inviando il minori­ta Fra Bonagiunta da Fabriano, vescovo di Recanati a portare una prima pietra da lui benedetta, a benedire il cimitero, assicurando poi la pace nel 1259 con l'elezione di un vescovo francescano in Fra Rainaldo, che la dure­rà fino al 1285, e con la proibizione del 1260 di costruire chiese e conventi entro le 300 canne dai Frati Minori.

La chiesa, iniziata nel 1262 e proseguita con lentezza per mutato disegno ‑ ma riuscì poi grandiosa, a tre navi, interamente in travertino ‑ fu consa­crata nel 1372 e terminata nel 1464. Seguiranno la torre verso la piazza: 1461‑64, le campane: 1467. 1485, il tabernacolo: 1533, le tele di Cola d'Amatrice: 1516‑47, il monumento a Giulio II nel 1510, le volte a crociera: 1521‑33, la cupola: 1548‑49.

Il convento, vasto e noto per i suoi nove pozzi, si rifabbricava con più simmetria nel 1484. Il refettorio è del 1514‑15. dormitorio e chiostro: 1531. 1565, completato, questo ultimo, con i 500 scudi che vi testò Vincenzo Ca­taldi nel 1624. L'altro, il «claustrum clausurae», era certamente finito nel 1583.

Illustrarono questo luogo: Fra Girolamo Masci, ministro generale (1274-­79), cardinale e poi papa Nicolò IV (1288‑92), che l'arricchì e della solita indulgenza e delle reliquie della Croce e del sangue di S. Francesco; il b. Corrado Miliani, designato cardinale, ma prevenuto dalla morte (+ 1289); papa Sisto V (1585‑90) che, ritenendosene «figlio», vi fece celebrare l'unico capitolo generale nel 1587, presenti 1500 frati; papa Clemente XIV (1769­-74), che vi aveva compiuto i suoi studi; M° Felice Centini, procuratore ge­nerale, poi cardinale e vescovo di Mileto e Macerata; M° Maurizio Centini, vescovo di Massalubrense e di Mileto; M° Felice Gabrielli, ministro genera­le (1653‑59) e vescovo di Nocera de' Pagani.

Saccheggiato nel 1800, soppresso negli anni 1808‑20 e ancora nel 1861-­66, vide un chiostro passare in mano altrui e l'altro ridotto a piazza del mercato e l'orto scomparire sotto strade e fabbricati. Ma la chiesa, riporta­ta parzialmente all'antico stile dal P. Francesco Pirani (1852‑55), fu sempre officiata dai nostri che, solo verso la fine del secolo XIX, riebbero in uso alcune stanze del loro storico convento.

Intelligenti lavori di ripristino (1960‑70) hanno ridato splendore a questo monumento nazionale, arricchito ora di un organo eccezionale, e una de­cente sistemazione (1977‑78) alle stanze lasciate in uso ai religiosi.

Ignote leggi della statica, verso gli anni 2000, hanno reso inabitabile gran parte del convento. I frati sono stati costretti a rifugiarsi all’ultimo piano, nei locali di un appartamento di recente acquisto.

 

ASCOLI PICENO:

S. Maria Goretti

La collaborazione alla pastorale della Chiesa locale ha portato i nostri ad accettare l'affidamento della nuovissima parrocchia di S. Maria Goretti al centro del quartiere Luciani.

La parrocchia era stata eretta dalla diocesi il 14‑9‑1957 e riconosciuta ci­vilmente il 2‑4‑1958. La convenzione con la nostra provincia religiosa è del 10‑11‑1958. I frati vi hanno risieduto stabilmente dal 27‑3‑1960, ma la casa reli­giosa è stata canonicamente costituita il 30‑1‑1961.

La progettazione del complesso parrocchiale, stesa dall'archietetto Dan­te Tassotti, pur risalendo ad un quinquennio prima del Concilio Vaticano II, previde strutture e disposizione di spazi presbiterali ed assembleari pie­namente rispondenti alle moderne norme liturgiche. Ha una superficie di mq 956 ed un volume di mc. 10.660.

I lavori ebbero inizio il 6‑7‑1957 con posa della prima pietra da parte dell'ordinario S. E. Monsignor Marcello Morgante. Cominciò ad essere of­ficiata nel 1961, ancora in fase di completamento, mentre la solenne consa­crazione cadde il 30‑9‑1967.

Seguiranno negli anni settanta la strutturazione e l'agibilità di una gran­diosa sala parrocchiale sottostante la chiesa e di numerosi vani per opere di ministero pastorale. Oltre 7000 gli abitanti della parrocchia, che vedono di­spiegarsi un volume sempre crescente di iniziative pastorali. Impegnati i Padri nelle varie associazioni francescano‑mariane, in tutti i rami dell'Azione Cattolica e nell'accoglienza di numerosi gruppi di Catecume­nali, Cursillos, Comunione e Liberazione.

La parrocchia è stata lasciata ed il convento è stato chiuso nell’anno 1997.