| Storia del convento di Carpegna |
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CARPEGNA: 1° SS. Annunziata, S. Francesco 2° SS. Annunziata, S. Nicolò Carpineum, nella Massa Trabaria: appena 37 «fuochi» sul finire del '300 vigilati da un «càssarum cum turri» dato in vicaria ai figli del conte Nero e che «pigliava ragione dal potestà che i papi tenevano a San Leo» ebbe tardi i francescani, pur presenti a Fagiola, Lunano, Montefiorentino e San Leo. Solo nel 1491 il conte Giovanni, donando una selva non lontano dalla sua rocca, sotto Trabocchino, nella curtis Castelluccia «in capella S. Marie de Paterno, in parrocchia S. Leonis» ‑ detta anche oggi la selva dei Frati ‑permise di fondare un «luoghetto» con licenza del vescovo Celso Mellini e una chiesa col titolo dell'Annunziata e S. Francesco. V'erano tre frati nel 1590. Ma reso pericolante da una frana, il conte Orazio II donò terreno a Con elemosine del conte, che offrì anche un quadro della Maddalena, e offerte del popolo in «magnam quantitatem» e l'impegno dei PP. Salvatore Gioacchini, Piermarino Borgia e M° Tommaso Rabaschi, che vi profuse 1300 scudi, la chiesa, «insignis» per la zona, era terminata nel 1614. Ancora col titolo della Madonna Assunta, che sarà anche figura del sigillo conventuale, la consacrazione fu però tenuta solo nell'ottobre del 1734 dal vescovo Calvi. Aveva assegnati sei «figli» nel 1620, ma e per il convento non terminato ‑ne abitavano la terza parte ‑ e per i pochi redditi, cadde sotto la soppressione innocenziana del 1652: proventi con cui il vescovo avrebbe creato due dignità in cattedrale. Ma per la premura dei conti, che lo tenevano quasi giuspatronato, passò nell'elenco dei graziati, ma con obbligo di 4 sacerdoti e 2 laici. Fu chiuso ancora dai Napoleonici nel 1810, ma il conte Gaspare, riavuta la sua contea, ne ottenne il ripristino con restituzione di beni nel 1815, facendone il primo convento della Marca ad essere riaperto. I frati ripresero l'abito 1'8 dic. 1815. Il Comune aveva ottenuto «ad quinquennium» nel 1815 che il parroco di S. Nicolò, rimasto senza chiesa, fosse ospitato nella chiesa dei Conventuali, ma nel 1820 iniziarono suppliche per liberarsi da questa servitù e, dopo la morte del parroco, la richiesta della cura. La si ebbe solo nel 1829, senza che i Padri trascurassero altri impegni a beneficio pubblico. P. M° Terenzio Marzi fu incaricato lettore di filosofia nel 1818, mentre il parroco P. Giuseppe Filanti fonderà nel 1853 il «Pio stabilimento per l'istruzione delle fanciulle». Chiuso per la terza volta con i Piemontesi del 1861, rimasero solo il parroco e il suo vice. Dal 1909, per 34 anni, reggerà il P. Mariano Lisi (+ 1961), seguito dal P. Gabriele Ferretti ( + 1975), vivacchiando la parrocchia fino a questo dopoguerra. Lo sviluppo demografico e quello turistico degli ultimi decenni hanno permesso il pieno rifacimento dei locali, il rimodernamento della chiesa, l'apertura in questa magnifica zona montana di un Seminario Minore, che fu in piedi dal 1958 al 1976. Parte dei locali sono presentemente affittati al Il capitolo provinciale del |
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